MONTAGNA di LOMBARDIAMONTAGNA di LOMBARDIA

10 giugno 2007

Parapendio biposto monte Cornizzolo - Suello

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Il gran giorno è arrivato. A distanza di 6 anni dal mio primo volo da solo è arrivato il momento di condividere con qualcun altro queste bellissime sensazioni. Paola accetta il mio invito a volare, anche se sa che non ho né un brevetto abilitato al trasporto dei passeggeri (sono mesi e mesi che sono interrotte le sessioni di esame per l'abilitazione a causa della revisione della normativa) né una vela adatta al carico maggiorato del passeggero.

Nella notte mi sono studiato come collegare due sellette ad una vela. Partiamo da Milano dopo un cremosissimo cappuccino e una squisita brioche.

Arriviamo a suello, sistemiamo gli imbraghi e collaudiamo il mio sistema di collegamento delle sellette: siamo molto vicini ma troviamo il modo di stare comodi. Ci pesiamo: Paola vestita arriva a 49 chili e io a 87. In tutto 136, solo di sei chili oltre il peso massimo ammesso dalla vela.

In atterraggio la coda per le navette è lunga e abbiamo davanti più di 20 vele. Nell'attesa ci sediamo al tavolo con Enzo raccontando il nostro programma ma Paola, la moglie di Claudio, inizia a narrare la sua unica esperienza negativa in biposto. Ha volato qualche anno fa in Turchia con condizioni molto forti, decollando subito dopo un incidente e con un pilota che le ha fatto fare le acrobazie peggiori.

La mia passeggera non si fa però intimorire e corriamo sulla navetta che sta per partire. Saliamo dietro insieme alle vele perchè i posti a sedere sono ormai tutti occupati.

Ci facciamo portare al decollo centrale, molto spazioso e poco frequentato, adatto ai principianti. Preparo la vela controllando la targhetta di omologazione. Ero convinto che tenesse fino a 130 chili invece arrivo solo a 120. La mia tensione sale ma non voglio fare preoccupare Paola. In fondo siamo solo 16 chili sopra il limite massimo e molti piloti consigliano di volare sovraccarichi per mantenere la vela più stabile. Oltre alla mia inesperienza con un passeggero mi preoccupa solo la maggiore velocità che avremo in volo e sopratutto in atterraggio.

Decidiamo di partire, la brezza è tesa e siamo pronti al decollo. Facciamo quattro passi in avanti e la vela inizia a gonfiarsi. Istintivamente la stabilizzo sopra la mia testa e dico a Paola di correre ma mi rendo conto che siamo già in volo. Ci allontaniamo dal pendio allontanandoci dalla terra. Sento quasi subito il variometro che suona e mi metto a girare la termica. Paola è tranquilla e io anche. Adesso ci possiamo godere insieme queste emozioni che ricorderemo tutta la vita. Volare è un'esperienza intensa, ma farlo insieme e condividere gli attimi di volo diventa quasi mistico. La termica ci porta sempre più in altro, fino a superare la vetta della montagna. Sorvoliamo il rifugio dove il giorno prima avevamo preso le birre e ci infiliamo in una inesorabile discendenza che ci costringe a ritornare indietro.

Un timido accenndo per cercare altre termiche ma l'esperienza è già stata abbastanza forte. Dobbiamo affrontare adesso l'atterraggio, proprio davanti al mio istruttore che sta seguendo gli allievi.

Lasciamo la montagna dirigendoci verso l'atterraggio e lascio i comandi a Paola che fa un paio di virate. Adesso tocca a me, devo impostare l'atterraggio. Il vento proviene da sud ovest, faccio un paio di 8 ed entro con precisione nel prato dove c'è l'istruttore e gli amici che sono già atterrati.
Appoggiamo delicatamente i piedi senzza nemmeno dover correre. La tensione si scarica immediatamente e cerco di cogliere commenti ironici dell'istruttore sul mio volo non abilitato ma nessuno fiata.

Ripieghiamo la vela e ci gustiamo le prelibatezze gastronomiche che ha preparato come sempre Stefania.

Le impressioni di Paola:

"Andiamo a volare? Il tragitto sulla navetta, in piedi, tra le vele e le curve. Un altro pezzo a piedi sulla montagna ed eccoci arrivati al punto di partenza per il lancio...il nostro lancio. "Tu corri, non fermarti fino a quando te lo dico io....stai correndo?" "Ma io non ho più i piedi a terra....come faccio a correre?" ....sono stati quattro passi. Ed eccoci lì, sospesi, siamo in volo, siamo leggerissimi. Siamo solo noi, intorno il silenzio, solo il bip della strumentazione...e noi che prendiamo quota. E' un tuffo al cuore, il mondo sotto di noi e tu che guidi questo viaggio meraviglioso....un aliante che ci vola vicino e....il silenzio, solo il "rumore" del silenzio e la tua voce. Si sale e si scende, si può ammirare tutto da qui, però...esistiamo solo noi. E alla fine, ci troviamo con i piedi per terra, quasi non mi accorgo, un'esperienza unica: mi tremano le mani, le gambe, mi batte forte il cuore....che emozione! Non lo scorderò mai, non ti scorderò mai..."

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