MONTAGNA di LOMBARDIAMONTAGNA di LOMBARDIA

Canoa Ticino e Naviglio Grande

9 maggio 2009

IMG_1160 IMG_1161 IMG_1162 IMG_1163 IMG_1164 IMG_1167
IMG_1170 IMG_1171 sevylor Zodiac IMG_1180 IMG_1181
IMG_1183 IMG_1184 IMG_1185 IMG_1186 IMG_1190 sevilor
IMG_1193 IMG_1194 IMG_1195 IMG_1199    

Apuntamento alle 10.10 alla stazione Cadorna. Il pitone ha già dato forfait e mi trovo con Marco ad aspettare Massimo che è in ritardo: il nostro treno per Malpensa parte alle 10.27 . Abbiamo quasi rinunciato all'idea di prendere questo treno quando Massimo finalmente arriva. C'è solo il tempo per correre sul treno e si chiudono le porte. Appoggiamo le canoe nello scompartimento e ci sediamo in mezzo ad un popolo di viaggiatori cono mete ben più lontane della nostra. Scendiamo all'aeroporto con le canoe, ci facciamo un toas al duty free e prendiamo un taxi alla ricerca del fiume.


Gonfiamo le tre canoe ed iniziamo la nostra lunga discesa. Le rapide ci portano a viaggiare a quasi 20 chilometri orari. Il fiume è in piena ci fa viaggiare velocemente. La nostra meta potrebbe essere Turbigo ma vista la velocità pensiamo di andare a Pavia. O addirittura di agganciare il Naviglio Grande e rientrare direttamente a Milano.
Facciamo una breve sosta tecnica e ripartiamo. Massimo è troppo avanti e perdiamo l'imbocco del Naviglio. Consultiamo gps e mappe ma siamo troppo lontani. Appena prima dele rapide di Langosco giriamo a sinistra e proviamo ad infilarci controcorrente nel canale Regressa.

Facciamo qualche metro ma la corrente è troppo forte. Sbarchiamo per fare il punto della situazione. Il Naviglio dista solo 400 metri da qui e c'è una strada asfaltata che percorriamo trasportando le canoe in spalla. Raggiungiamo un primo canale con poca acqua e con la corrente opposta a quella del Naviglio. Un sopralluogo e vediamo che il Naviglio dista altri 200 metri Magiamo un panino veloce e ci imbarchiamo sul Naviglio in direzione Turbigo. Raggiiungiamo la centrale idroelettrica e sbarchiamo. Ci rendiamo conto che siamo chiusi all'interno della centrale e per uscire è necessario scavalcare un cancello alto tre metri con le canoe. Riprendiamo il Naviglio ma poco dopo siamo costretti a sbarcare di nuovo a causa di un ponte in ferro. Un altro chilometro e siamo all'ultimo sbarco alla centrale termoelettrica, dove c'è una grossa onda perenne e si allenano surfisti e canoisti.

Riprendiamo a navigare ed iniziamo a contare i chilometri e le ore che ci mancano. Dovremmo spingere parecchi per arrivare a Milano ad un'ora decente ma Massimo non ce la fa ed è sempre fermo. Proviamo a fare cambio di canoa ed effettivamente la sua Sevilor è una botte. Fa una resistenza all'avanzamento che sembra ancorata ed è grossa come un gommone, costringendo a pagariare con uno sforzo maggiore. Riprendiamo lentamente la nostra discesa: la corrente è minore e siamo sempre sotto i 10 kmh. Pensiamo di prendere il treno ad Abbiategrasso, ma lo vediamo sfrecciare sopra di noi alle 19.15. L'abbiamo perso ed il prossimo sarà alle 20.10. Proseguiamo lungo il Naviglio sperando di prenderlo a Gaggiano ma il nostro ritmo di pagaiata non ci consente di arrivare alla fermata in tempo.

Proviamo ad avvicinarci alla strada statale e, sbirciando il cartello di un autobus, vediamo che dovrebbe passare tra un quarto d'ora. Sbarchiamo ed iniziamo a piegare le canoe sotto una leggera pioggia. Attraversiamo il Naviglio su un ponte in ferro e raggiungiamo un ristorante che non ha i biglietti per l'autobus. La rivendita più vicina dista 4 km. Saliamo comunque sul bus pieno di 15 enni scatenati ed urlanti che stanno per andare in discoteca. In mezz'ora circa raggiungiamo la fermata mm Romolo che ci porta al punto di partenza. Non ci resta che inforcare le moto e rientrare a casa dopo 50 chilometri di pagaiate.

 

traccia gps

 


Home

 

 

 

 

in collaborazione con www.valtline.it - www.valtline.com